Il ritorno dei Voucher

Giu 7, 2017 | News

Ricompaiono i voucher all’orizzonte. Il 27 maggio scorso è stato approvato, da parte della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, un emendamento che, pur sotto nuova veste, riporta alla luce le prestazioni di tipo accessorio e sembra che il Governo ponga la fiducia sul provvedimento.

Sono state immaginate 2 diverse tipologie in relazione agli utilizzatori: famiglie piuttosto che imprese.

Nella definizione dell’istituto sono presenti i limiti economici riferiti sia al prestatore di lavoro nei confronti della totalità dei committenti, sia al prestatore di lavoro nei confronti del medesimo committente, sia per ogni committente con riferimento alla totalità dei prestatori di lavoro. Si prevede inoltre una durata minima della prestazione giornaliera.

Sono introdotte tutele connesse ai riposi giornaliero e settimanale e alle pause. I compensi restano esenti da imposizione fiscale, non precludono lo status di disoccupato e valgono ai fini del rilascio del permesso di soggiorno.

Sono introdotti divieti di utilizzo per chi era dipendente o co.co.co. dell’impresa negli ultimi 6 mesi, così come per le aziende con più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato.

Regole particolari sono previste per il settore agricolo e per i percettori di prestazioni integrative di salario o di sostegno al reddito. Sono esclusi anche settori a rischio quali, ad esempio, quello edile, così come gli appalti.

Rimane la piattaforma on-line gestita dall’Inps per l’attivazione, così come l’obbligo di comunicazione di utilizzo.

Le famiglie avranno il libretto di famiglia, da poter utilizzare per piccoli lavori domestici, compresi i lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione, l’assistenza domiciliare ai bambini e agli anziani, ammalati o con disabilità, lezioni private, così come per ricevere il contributo per i servizi di baby sitting o per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati.

La contribuzione sarà a totale carico del committente.

Sono previste sanzioni economiche, così come la conversione del rapporto in lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato in caso di superamento da parte del committente dei limiti economici, ma anche in caso di utilizzo per più di 280 ore annue di prestazione.

Al di là della regolamentazione che potrebbe sembrare più o meno nuova, restiamo comunque in attesa della effettiva emanazione del provvedimento che chissà quale altra variazione porterà…