APE sociale: come chiedere l’anticipo pensionistico

Giu 22, 2017 | News

Articolo 1 comma 179 e seguenti Legge di Bilancio 2017

Scarica la circolare INPS del 16 Giugno 2017

Nella Gazzetta Ufficiale del 16 Giugno è stato pubblicato il decreto sul pensionamento anticipato (c.d. Ape sociale). In via sperimentale, dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018, alcune categorie di soggetti che si trovano in determinate condizioni, avranno la possibilità di accedere, a domanda, all’anticipo pensionistico.

Possono beneficiare dell’APE sociale gli iscritti all’Inps e in possesso dei seguenti requisiti:

  • almeno 63 anni di età
  • maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi
  • non essere titolari di alcuna pensione diretta
  • almeno una delle seguenti condizioni:
    • siano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604 ed abbiano concluso, da almeno tre mesi, di godere della prestazione per la disoccupazione loro spettante. In tutte le suddette ipotesi i soggetti richiedenti devono essere in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni.
    • assistano da almeno sei mesi il coniuge, l’unito civilmente, un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 e siano in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni.
    • abbiano una riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74%, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile e siano in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
    • siano lavoratori dipendenti che, al momento della decorrenza dell’APE sociale, risultino svolgere o aver svolto in Italia, da almeno sei anni, in via continuativa, una o più delle attività lavorative elencate nell’allegato A annesso al decreto e siano in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 36 anni.

Ai fini del perfezionamento dell’anzianità contributiva minima (dei 30/36 anni) richiesta per l’accesso al beneficio si tiene conto di tutta la contribuzione versata o accreditata, a qualsiasi titolo, nella o nelle gestioni rientranti nell’ambito di applicazione della norma. I periodi contributivi coincidenti sono valutati, a tal fine, una sola volta (articolo 2, comma 2, del decreto).

Uno dei requisiti necessari per avere diritto al beneficio è avere la residenza in Italia e conservarla per tutto il periodo del trattamento, fino al momento della pensione vera e propria (questo perché l’indennità è di natura assistenziale e non previdenziale).

L’APE sociale è riconosciuta entro i limiti annuali di spesa, sicché gli assicurati interessati devono, preliminarmente alla domanda di accesso al beneficio, presentare alla sede Inps territorialmente competente una domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio, con la quale l’Inps attesta la sussistenza, anche in via prospettica, delle condizioni soggettive e della copertura finanziaria. I soggetti che entro il 31 dicembre 2017 si trovino nelle condizioni di accesso al beneficio devono presentare domanda di riconoscimento entro il 15 luglio; coloro i quali vengano a trovarsi nelle predette condizioni entro il 31 dicembre 2018, devono presentare la domanda entro il 31 marzo 2018. In ogni caso, le domande presentate in date successive al 15 luglio 2017 ed al 31 marzo 2018, purché pervenute entro e non oltre il 30 novembre di ciascun anno, possono essere prese in considerazione dall’Istituto nell’anno di riferimento, esclusivamente ove residuino risorse.

Nella graduatoria avranno la precedenza i più anziani, cioè chi è più vicino alla pensione vera e propria. In caso di parità, si sceglierà in base alla data di presentazione della domanda.

Chi matura oggi una pensione di 1.400,00 Euro al mese, incasserà una Ape social da 1.400,00 Euro al mese (1.500,00 Euro al mese è il tetto massimo previsto per questa tipologia di sussidio. Chi maturerà una pensione più alta resterà comunque sotto al tetto dei 1.500,00 Euro al mese. Non è prevista la tredicesima e le mensilità saranno dodici).

Chi riceverà l’Ape social potrà avere anche il bonus di 80 euro previsto per i redditi da lavoro bassi (migliorando in questo modo l’importo mensile rispetto alla pensione ordinaria futura).

Non è compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria, con l’assegno di disoccupazione (ASDI), nonché con l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale.

L’Ape sociale è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa dipendente o parasubordinata soltanto nel caso in cui i relativi redditi non superino gli 8.000,00 Euro annui e con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo nel limite di reddito di 4.800,00 Euro annui. In caso di superamento dei limiti il soggetto decade dall’Ape sociale, l’indennità percepita diventa indebita e si procede al recupero. I predetti limiti reddituali sono considerati al lordo delle imposte e dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dal lavoratore.

Il trattamento cessa in caso di decesso del titolare e non è reversibile ai superstiti.

L’indennità in questione, percepita in mancanza di altri redditi, costituisce reddito soggetto a tassazione normale.